Da oggi Medico di base e Psicologo…una realtà possibile!
Da oggi l’idea di mettere insieme un medico di base ed uno psicologo è una realtà possibile. Si sente sempre più spesso l’esigenza si snellire gli studi dei medici di base, sovraffollati, e pieni di pazienti con richieste plurime e svariate che spesso gravano non poco sul sistema sanitario. Sappiamo inoltre che oggi la domanda degli utenti è sempre più una domanda di benessere, non sempre legata alla prescrizione di un farmaco, o ad un’ indagine medica. Ed in ultimo è chiaro come ancora oggi la possibilità di andare dallo psicologo è una prerogativa di pochi, perché le etichette ed i pregiudizi sociali sul chiedere una consulenza allo psicologo sono ancora forti e spesso erroneamente associate, esclusivamente, alla malattia mentale. Per questo, e non solo, è utile creare una fitta rete di collaborazione fra queste due figure che insieme non possono che completarsi in nome di una migliore prestazione per gli utenti che ne usufruiranno.
È forte la risonanza che questo argomento riscuote ultimamente, perché come è già noto in letteratura , e fra gli autori che lo riportano possiamo citare Balint, Magill e Garret, circa il 50% dei sintomi organici che arrivano ai Medici di Medicina Generale esprime anche un disagio di tipo psicologico. Il problema è che i medici non hanno gli strumenti né la competenza per affrontare tali disagi, quindi ricevere in presenza di uno psicologo i pazienti, potrebbe di scuro snellire il lavoro del medico e garantire una prestazione migliore all’utente che insieme al farmaco, se questo fosse necessario, se no anche in assenza, potrebbe usufruire di un supporto psicologico. Ciò eviterebbe di trattare e curare come organici tutti quei disturbi psicologi, come ed esempio lo stress patologico, che conducono a tali tipi di sintomi, ma che hanno cause diverse e come tali hanno bisogno di un altro genere di cura. Inoltre si potrebbe tentare, in tal modo, di ridurre anche la stigma sociale che ruota attorno alla figura dello psicologo, come colui che cura “i pazzi”, in favore di una visione più rosea che, vedendolo accanto al “medico di famiglia”, gli darebbe la possibilità di entrare a far parte, come quest’ultimo, della quotidianità di ognuno di noi, con tutti i benefici che ciò ne comporterebbe.
A tal proposito già in USA, da parecchio tempo, le case di assicurazione medica si avvalgono degli psicologi proprio al fine di garantire una collaborazione reale con i medici, una prestazione migliore per l’utenza ed un cambiamento in positivo di tutto il sistema sanitario.
In Europa, già da un poco di tempo, ci si è mossi verso la definizione di quanto detto sopra, riuscendo a raggiungere i primi risultati utili, ma questo non pare sufficiente a sensibilizzare la nostra nazione su tale problema
Non potendo sperare in Italia in un invio da parte del medico allo psicologo di tali pazienti, non solo per un problema di pregiudizio sociale che ha visto negli ultimi anni solo il 5,5% della popolazione adulta avere un contatto con lo psicologo, (ivi incluse motivazioni non cliniche), ma anche per una reale difficoltà del medico ad identificare tali tipi di disagi rientranti nelle sfera psicosociale, si rende sempre più necessaria l’esigenza di far emergere la problematica agli occhi dell’opinione pubblica e di chi sta ai vertici del nostro sistema, sottolineandone i molteplici benefici e la sua indiscussa utilità.
A tal proposito riguardo a quanto sopra detto, è stata condotta in Italia un’ esperienza in via sperimentale, ristretta ad una regione nello specifico, ma che ha dato in maniera esplicita i suoi risultati positivi, anche se su piccola scala. Questi, andrebbero approfonditi ed estesi a tutto il territorio italiano apportando un cambiamento cosi grande che non potrebbe più essere ignorato.
Considerato quanto appena scritto, quanto ancora si potrebbe scrivere a riguardo, i benefici che si possono trarre in termini di risparmio, benessere ed ottimizzazione delle prestazioni per gli utenti, sembra opportuno sensibilizzare tutti e far riflettere sulla reale possibilità che quanto già attivo e proficuo da tempo fuori dalla nostra nazione possa diventare anche per noi una realtà tangibile.